LE NUOVE ATTIVITA’ DI SOLUZIONI PSICOLOGICHE

Il prossimo corso di SCRITTURA INTERIORE si terrà il 19 e 20 Marzo  2016

Il prossimo corso di Psico-kinesiologia dello Sviluppo si terrà a Aprile 2016

Burn out e Gestione dello Stress in ambito Forense

LE NUOVE CONVENZIONI ATTIVATE:

Sono  attive le convenzioni con  la Guardia di Finanza, la Polizia di Stato , Assomedico, Cral Città Giurdiziaria Roma e Sanimpresa.

news estive di soluzioni psicologiche

 

E’ ATTIVO LO SPORTELLO D’ASCOLTO SULLE DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO INFO: 3356610382

SOLUZIONI PSICOLOGICHE PROPONE:

Consulenza e sostegno psicologico

° Consulenza Psicologica su Aspetti Emotivi nel lavoro Forense

Sedute individuali ad approccio corporeo  e kinesiologico

Sedute di Psicologia Energetica con lavoro sui Meridiani Energetici

Potenziamento dell’Autoconsapevolezza, Autostima e Autoefficacia

Potenziamento delle Prestazioni Sportive, Scolastiche e Relazionali

Tecniche di rilassamento e training autogeno

 

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ANDARE OLTRE LE RELAZIONI SIMBIOTICHE CON LA PSICOKINESIOLOGIA INTEGRATIVA DELLO SVILUPPO

ANDARE OLTRE LE RELAZIONI SIMBIOTICHE
CON LA PSICOKINESIOLOGIA INTEGRATIVA DELLO SVILUPPO
Di
Alessandra Marino

Laureata in Lettere, Psicologa dello Sviluppo e dell’Educazione, specializzata in Psicologia del Benessere nel Corso di Vita , Kinesiologa professionista e ideatrice della Psico-Kinesiologia Integrativa dello Sviluppo dello Sport e del Benessere©

Con il termine simbiosi (dal greco sun e bios cioè vita insieme) si indica la relazione che si instaura tra due individui, tesa ad un beneficio reciproco o di uno almeno dei partner senza che l’altro ne riceva danno.
In termini psicologici la simbiosi è una normale tappa dello sviluppo del bambino che, nei primi anni di vita, vive in stretta dipendenza con gli adulti che se ne prendono cura. Questa relazione simbiotica tende progressivamente ad evolversi man mano che il bambino tende ad individuarsi e a diventare piano piano più autonomo.
Alcuni autori in campo psicologico, considerano però la psicopatologia come il risultato di una relazione simbiotica non risolta. Infatti la relazione simbiotica può proseguire anche nello stadio adulto e riproporsi di relazione in relazione in un gioco di continuità che l’analisi transazionale definisce “giochi psicologici” Infatti una volta instaurata, la simbiosi fa sì che i partecipanti si sentano a proprio agio, ma questo agio ha un prezzo molto elevato, in quanto implica il sacrificio di una buona parte delle risorse individuali. In altre parole, si può dire che la stabilità viene acquisita a patto che entrambe le persone svalutino le proprie capacità, in modo che ciascuno senta di aver bisogno dell’altro. Nella simbiosi ciascun individuo svaluta se stesso e l’altro. Per giustificare la simbiosi si mantengono convinzioni grandiose del Genitore e del Bambino come “ Io non posso fare niente” oppure “ Vivo solo per te”. Nel gioco simbiotico l’adulto è fuori uso.
Le relazioni simbiotiche però non sono di pertinenza esclusiva dalla psicopatologia, infatti questo tipo di relazioni sono più comuni di quanto si possa pensare e definiscono anche la persona prevalentemente sana che mantiene, in qualche ambito di vita una specifica debolezza o dipendenza affettiva, senza che la funzionalità di vita ne risulti inficiata.
Di solito, quando le persone con accenti simbiotici si incontrano, comunicano tra di loro tacitamente il ruolo che vogliono assumere all’interno della relazione con un invito simbiotico. Rivivere la simbiosi dà un senso di sicurezza, sia che ci si trovi a rivivere il ruolo di accudito che di accudente: nel primo caso non ci si deve occupare di nulla perché il problema è sotto la responsabilità di chi si assume l’onere del prendersi cura, nel secondo caso, comunque non ci si deve preoccupare perché il problema è dell’altro. Reagire alla simbiosi con rabbia equivale a rinforzarla dal momento che, spostando sull’altro la responsabilità di risolvere la relazione simbiotica, di fatto non la si scioglie.
Nella scelta del partner, così come nella costruzione del rapporto di coppia, la persona che non ha raggiunto appieno la propria autonomia tende a riproporre gli stessi schemi antichi e non risolti che hanno determinato l’insuccesso della differenziazione dai propri genitori. La sensazione di avere pezzi mancanti, e di potersi completare solo nell’unione con l’altro, è il vissuto che accompagna il vivere in simbiosi percepito come unica via per sentirsi interi e funzionanti. L’espressione patologica della simbiosi è la passività. Essa si manifesta quando la persona perde il ruolo di soggetto attivo dinanzi alle situazioni: non reagisce più agli stimoli o non lo fa efficacemente.
L’obiettivo sano di ogni coppia può essere colto nell’invito che propone G.K Gilbran, nel libro “Il profeta”, a proposito del matrimonio:

“Ma che ci siano spazi nel vostro stare insieme,
E che i venti del cielo danzino tra di voi.
Amatevi vicendevolmente, ma il vostro amore non sia una prigione:
Lasciate piuttosto un mare ondoso tra le due sponde delle vostre anime.
Riempitevi la coppa uno con l’altro, ma non bevete da una sola coppa.
Scambiatevi a vicenda il vostro pane, ma non mangiate dallo stesso pane.
Cantate insieme e danzate e siate allegri, ma che ciascuno sia solo.
Come le corde di un liuto, che sono sole, anche se vibrano per la stessa musica.”

Per chi ha vissuto una intera vita in relazioni simbiotiche andare oltre a questa visione del mondo può sembrare una impresa impossibile anche se le stesse relazioni affettive possono essere giunte ad un punto di non ritorno e la dipendenza simbiotica possa essere vissuta come un girone infernale senza via di uscita.
Ma arriva un punto della propria esperienza emotiva in cui si capisce che è necessario cambiare, che non si può più proseguire sulla stessa, solita strada pena l’alienazione da se stessi e dalla propria esistenza. La vita, il tempo, lo spazio, il corpo propri sembrano infatti appartenere a qualcun altro, all’altro a cui fino a poco tempo prima si delegava la gestione della propria vita quotidiana. Anche quando si è adulti ci si può ritrovare intrappolati a vivere emozioni assolutamente infantili e ad un certo punto arriva prepotentemente la necessità di continuare il percorso di crescita che si era fermato e a voler diventare del tutto adulti. E in questo momento che arriva, fortunatamente, per molti, che è necessario aprirsi all’aiuto di un professionista che possa aiutare a vedere le proprie strutture mentali e emozionali che si ripetono e a cercare di trasformare il processo ciclico in processo a spirale per proseguire la propria evoluzione personale.
Su questa importante tematica esistenziale la Psico-kinesiologia Integrativa dello Sviluppo, tecnica originale di intervento terapeutico ed educativo ideata dalla Dott.ssa Alessandra Marino, propone una serie di valutazioni e modalità di intervento integrando la teoria degli Stadi di Sviluppo di Erick Erikson (1902-1994) con una serie di interventi più specifici di Psicologia Energetica, Kinesiologia Emozionale, e tecniche di intervento energetico sui meridiani dell’agopuntura e sui chackra.
Erikson fu un allievo di Freud che formulò una teoria sullo sviluppo chiamata psicosociale. Egli si distaccò dal pensiero freudiano nel momento in cui cominciò a considerare le fasi di Freud troppo limitative e troppo poche. Propose così che vi fossero 8 stadi (fasi) di sviluppo, ciascuna caratterizzata da un particolare conflitto o crisi che deve essere affrontato e risolto: Le fasi di Erikson sono correlate a quelle di Freud, ma mentre per lui l’ultima fase si ha nell’adolescenza, per Erikson anche l’età adulta si articola nelle tre fasi sovrascritte. Tutte le fasi di Erikson si imperniano non su una parte del corpo, ma sul rapporto di ciascuna persona con l’ambiente sociale: per sottolineare l’importanza delle influenze sociali e culturali Erikson chiamò la sua teoria psicosociale. Ad esempio il PRIMO STADIO DI SVILUPPO. psico-sessuale, che va dalla nascita ai 2 anni di vita e che corrisponde allo STADIO ORALE di Freud, è caratterizzato da una predisposizione verso la vita, e la società che la rappresenta. di FIDUCIA o SFIDUCIA, e queste emozioni basilari e predominanti andranno a costituire un approccio all’esistenza che poi influenzerà la possibilità di poter superare o meno le difficoltà evolutive del passaggio degli altri stadi di sviluppo successivi. Se il bambino non riesce ad aprirsi alla fiducia nei confronti della propria esistenza e del suo mondo circostante, probabilmente rimarrà bisognoso e insicuro e gli risulterà troppo difficile superare la simbiosi nelle proprie relazioni man mano che crescerà. 
Quando, durante un interevento di Psico-kinesiologia Interativa si individua uno specifico blocco al primo stadio di sviluppo ericksoniano, si cerca di ripristinare sia a livello energetico sia a livello psicologico che cognitivo una visione allargata delle possibilità relazionali della persona, ristrutturando le credenze limitanti o le vere e proprie negazioni nei confronti delle possibilità creative e della possibile fonte di esistenza di esperienze piene di appagamento e soddisfazione in ambito relazionale. In realtà si torna a modellare la possibilità creativa propria di ogni individuo, che si dispiega prevalentemente durante l’infanzia, per dare nuove possibilità di realizzazione all’individuo che per eventi traumatici o per mancanza di giusti stimoli di sviluppo si è richiuso troppo presto in un piccolo mondo di possibilità limitate, che non gli permette di esplorare il potenziale proprio dell’Essere Umano.
Un processo evolutivo è pertanto sempre possibile e recuperabile all’interno della propria potenzialità per tutti quelli che riescono a percepirne l’esigenza e sono così arditi da chiedere un aiuto sempre disponibile. L’evoluzione di ogni singolo individuo rappresenta la scintilla e la spinta per l’evoluzione dell’intero pianeta. E la Psico-kinesiologia, frutto di molti anni di studio e di ricerca, umilmente si pone al servizio della vita e dell’evoluzione.

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L’ALLERGIA E LE INTOLLERANZE ALIMENTARI IN UNA VISIONE INTEGRATA PSICO-KINESIOLOGICA

DI

ALESSANDRA MARINO

“L’Allergia è definita una malattia del sistema immunitario caratterizzata da reazioni eccessive portate da particolari anticorpi (reagine o IgE) nei confronti di sostanze abitualmente innocue come ad esempio pollini o a un particolare tipo di cibo. Il concetto di “allergia” fu introdotto nel 1906 dai pediatri viennesi Clemens von Pirquet e Béla Schick i quali furono i primi a osservare come il sistema immunitario potesse svolgere anche un ruolo dannoso con risposte alterate dopo la somministrazione di siero eterologo o del vaccino del vaiolo a scopo terapeutico

 

È definita intolleranza alimentare la reazione tossica all’ingestione di un cibo non dovuta a fenomeni immunitari. Nel 1991 l’allergologo Allen P. Kaplan descriveva la differenza tra le allergie tradizionali e le intolleranze alimentari, descrivendo casi in cui non si rilevava una produzione in grande quantità di immunoglobuline E (IgE), da qui nasce la sua definizione delle intolleranze alimentari, allergie non allergiche.”

Al di là  delle definizioni, l’allergia o l’intolleranza, come la conosciamo tutti nella nostra esperienza quotidiana diretta o indiretta è una reazione particolare o esagerata dell’organismo a qualche cosa avvertito come nocivo e pericoloso. E questa particolare reazione, attivando in modo anomalo le risposte dell’organismo è facilmente individuabile attraverso il test kinesiologico o test muscolare. Infatti ogni cambiamento significativo dell’organismo  provoca un cambiamento dello stato energetico della persona e quindi anche del suo tono muscolare. E dal momento che il cervello registra sempre tutti i dati di ciò che viene considerato come pericoloso, il semplice avvicinare al campo della persona un alimento o una sostanza sospetta, darà un cambio di tono muscolare, nel caso che questa sostanza rientri nell’elenco degli allergeni. E ancora di più, si può riscontrare che, se una sostanza viene considerata nociva dal sistema anche solo chiedendo alla persona di “pensare alla sostanza”, (perché anche solo evocare una cosa, è sufficiente al cervello per attivare tutto il quadro energetico e muscolare relativo a quell’imput) avremo la risposta di calo muscolare.  Continua a leggere

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SCOLARIZZAZIONE, DIVERSITA’, SOSTEGNO E PSICO- KINESIOLOGIA INTEGRATIVA DELLO SVILUPPO

SCOLARIZZAZIONE, DIVERSITA’, SOSTEGNO E PSICO- KINESIOLOGIA INTEGRATIVA DELLO SVILUPPO

SCARICA L’ARTICOLO IN PDF POTENZIAMENTO DELL’APPRENDIMENTO CON LA PSICO-KINESIOLOGIA INTEGRATIVA DELLO SVILUPPO

 

CONSAPEVOLEZZA DELL'APPRENDIMENTO CON LA PSICO-KINESIOLOGIA
CONSAPEVOLEZZA DELL’APPRENDIMENTO CON LA PSICO-KINESIOLOGIA

G. ha 3 anni, è cresciuto mangiando biologico, con cure omeopatiche, kinesiologiche e osteopatiche, con genitori competenti che gli hanno sempre lasciato la scelta e dato spiegazioni ad ogni perché. Ha spiccate abilità motorie, a 2 anni e mezzo va già in bicicletta senza rotelle, anche se chiede al padre se, dopo, gli può mettere anche a lui le rotelle, come tutti i suoi  amichetti!

Dopo l’asilo nido vissuto serenamente, G. vive un inserimento  problematico alla scuola dell’infanzia. Le maestre impreparate a gestire 24 bambini di tre anni, urlano, impongono regole autoritarie, usano minacce paurose per un bambino piccolo che ascolta i grandi e dà senso alle loro parole, come G. è stato abituato a fare a casa. “Se piangi nessuno viene a prenderti e resti qui da solo fino a che non fa buio” oppure “Elisa ha mangiato tutto e la sua mamma è contenta, tu non hai mangiato niente e la tua mamma non sarà contenta di te”.

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FORMAZIONE : KINESIOLOGIA EMOZIONALE E SCI.

Tra i picchi innevati tre giorni intensivi di formazione con la kinesiologia per i maestri di sci.

Giornate di formazione per potenziare le prestazioni sciistiche

Partendo dai presupposti basilari della Kinesiologia, e cioè che esiste una relazione tra i muscoli dell’organismo ed i meridiani energetici dell’agopuntura e cioè i canali in cui scorre l’energia vitale, è nato il progetto di applicare formazione specifica con intervento kinesiologico in ambito sportivo, per aiutare gli sportivi nella consapevolezza e regolazione emozionale ed energetica.  Infatti dopo aver applicato fruttuosamente questa metodologia in atleti di tiro con l’arco, e di tiro a segno, ci è stato richiesto di applicare l’intervento in un gruppo di maestri di sci che a loro volta  istruiscono e formano le nuove leve dell’arte sciistica sulle vette del Tonale.

Scarica l’articolo in pdf della Rivista Essenzialmente Energia

Un’avventura tutta da ideare, pur avendo la solidità dei nostri strumenti sia di kinesiologhe che di formatrici.  Infatti il gruppo era formato da sei maestri di sci già a loro volta formatori, dai 23 ai 54 anni, ( 3 uomini e 3 donne), dotati di grande professionalità, con richieste eterogenee. Alcuni desideravano acquisire strumenti specifici per gestire i gruppi di allievi, altri volevano imparare in prima persona a gestire le proprie emozioni, altri volevano acquisire qualche minimo strumento per migliorare le proprie prestazioni nei giorni di perdita di armonia, o quando ci si sente osservati o sotto esame e su come poterlo anche comunicare.

Quindi le parole chiave del nostro intervento sono state: prestazioni, emozioni, comunicazione, gestione efficace e energia.

Il primo giorno ci siamo quindi focalizzate sullo sciogliere lo stress di prestazione sugli standard che ci sono imposti dall’esterno, che noi imponiamo a noi stessi e che poi imponiamo agli altri. Attraverso sedute individuali, e successivamente condivisioni di gruppo, abbiamo affrontato il grande scoglio della spontaneità e la libertà di movimento, sia mentale che fisico, che immobilizzava spesso le loro potenzialità espressive, in quanto legati a vecchi schemi o tecniche sciistiche consolidate che ripetevano da svariati anni. Continua a leggere

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LA PSICO-KINESIOLOGIA INTEGRATIVA DELLO SVILUPPO COME CHIAVE DI ACCESSO AL NOSTRO “SE” PIU’ PROFONDO

PSICO-KINESIOLOGIA PER CONOSCERE IL NOSTRO SE' PIù PROFONDO

PSICO-KINESIOLOGIA E CONOSCENZA DEL NOSTRO SE' PIù PROFONDO

Sempre più, nel nostro tempo si avverte il bisogno di comprendere noi stessi, la nostra storia e il nostro “Sè” più profondo per poter dare un senso alla nostra vita, al nostro percorso e alle ragioni più profonde del nostro Essere e della nostra anima che spesso ci sfuggono, lasciandoci dentro un senso di insoddisfazione e irrequietezza più o meno invalidante. Le mode del nostro tempo, i modelli che i mass media quotidianamente ci propongono, la cultura dell’immagine che sembra aver permeato il nostro mondo, sostituendo la cultura di un passato anche prossimo e delle tradizioni delle generazioni precedenti, che ancora erano legate al ritmo, al senso e alla saggezza della natura, ci lasciano spaesati e con insufficienti punti di riferimento fuori da noi stessi.

SCARICA L’ARTICOLO IN PDF ESSENZIALMENTE ENERGIA N°_25

 Oggi per ritrovare questi ritmi e questa saggezza innata ci è rimasto quasi esclusivamente il nostro corpo, nella sua saggezza e verità profonda, nei suoi sintomi, nelle sue emozioni a volte represse, e a volte inaccettabili e inaccettate dalla nostra auto immagine che vogliamo presentare all’esterno.

E per quanto possa sembrare paradossale, in una cultura come la nostra, che ha sempre separato corpo e spirito, se effettuiamo una lettura attenta, non c’è niente di più vicino e capace di rappresentare la nostra anima, che la verità “profonda” del nostro corpo. Continua a leggere

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PSICOLOGIA E KINESIOLOGIA INTEGRATE PER POTENZIARE LE PRESTAZIONI SPORTIVE E L’APPRENDIMENTO

PICO-KINESIOLOGIA E PRESTAZIONI SPORTIVE

POTENZIARE LE PRESTAZIONI SPORTIVE CON LA PSICO-KINESIOLOGIA

Integrando le tecniche di queste due discipline, Psicologia dello Sport e tecniche di Kinesiologia Integrativa, che possono potenziarsi a vicenda nella loro complementarità, è possibile ottentere importanti risultati nel potenziamento sportivo e anche nella consapevolezza dell’apprendimento, sia durante la scolarizzazione sia in età adulta. Questa modalità di intervento è stato messo a punto nell’ambito di due ricerche sperimentali effettuate sotto la supervisione dell’Università La Sapienza di Roma, Facoltà di Psicologia, Dipartimento di Sviluppo e Scolarizzazione. In questo articolo verranno presi in analisi i risultati della ricerca effettuata e condotta su atleti agonisti in Tiro con l’Arco.

Scarica l’articolo in pdf della Rivista Federale di Tiro l’Arco  ARCIERI_n_1_2009

TIRO CON L’ARCO: GESTIONE DELLE EMOZIONI  E KINESIOLOGIA EMOZIONALE ONE BRAIN SYSTEM.

Risultati di una ricerca psicologica con un intervento kinesiologico a cura della Dott.ssa Alessandra Marino

 Secondo la Kinesiologia, una tecnica nata in America agli inizi degli anni Sessanta per opera del chiropratico Dr. Goodheart, esiste una relazione tra i muscoli dell’organismo ed i meridiani energetici dell’agopuntura e cioè i canali in cui scorre l’energia vitale. Infatti Goodheart applicò in ambito clinico i test muscolari già sviluppati per l’ambiente sportivo da Henry O. Kendall e Florence P. Kendall negli anni Quaranta. Continua a leggere

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RISCRIVERE LA PROPRIA VITA E’ POSSIBILE?

La Scrittura Interiore: una Via alla Creazione di Sè

Scrivere non è soltanto un atto catartico o magico, ma anche un modo, attraverso la composizione delle parole, per costruire un mondo nuovo,

scrivere la propria vita

scrittura interiore dott.ssa Alessandra Marino

per creare una propria realtà. la “Scrittura Interiore” fa emergere le emozioni più profonde, elaborando, trasformando e spesso risolvendo il conflitto esistente tra le diverse e opposte pulsioni energetiche interiori.

 

SCARICA L’ARTICOLO DI ESSENZIALMENTE ENERGIA IN 6_Energia_Anno5_numero_26[1]

Ognuno di noi ogni giorno si trova ad usare la scrittura come strumento e mezzo pratico e creativo per comunicare e esprimere pensieri o sentimenti che vogliamo portare all’esterno di noi e condividere con altre persone. Scriviamo per lavoro, scriviamo per ricordare delle cose, per fare la lista della spesa oppure per esprimere i nostri sentimenti più profondi con una poesia, con il nostro “diario” o con una storia che sentiamo il bisogno di raccontare. Lo scrivere è quindi un atto creativo molto più vicino a noi e molto più lontano da noi di tante altre discipline artistiche quali possono essere la pittura, la scultura, la musica. Tutti noi sappiamo scrivere, ma spesso non è facile usare la scrittura come strumento creativo di comunicazione. Come si scrive per comunicare qualcosa? Come si scrive per raccontare una storia, per suscitare partecipazione ed emozione in chi ci legge?   Continua a leggere

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TIRO CON L’ARCO: UN MASSAGGIO AL TONO DELL’UMORE

TIRO CON L’ARCO: UN MASSAGGIO AL TONO DELL’UMORE

 SCARICA L’ARTICOLO PUBBLICATO SULLA RIVISTA “ARCIERI” IN PDF ARTICOLO ARCIERI_n_6_2008 SU KINESIOLOGIA E TIRO CON L’ARCO

PSICO-KINESIOLOGIA E TIRO CON L'ARCO

POTENZIARE LE PRESTAZIONI DEL TIRO CON L'ARCO

Il Tiro con l’Arco, è  una disciplina sportiva di destrezza, concentrazione e di medio impegno muscolare a scopo posturale e direzionale che promuove e sostiene il benessere nella persona. Concentrazione mentale, focalizzazione sull’obiettivo, controllo e consapevolezza posturale, tensione muscolare, controllo della respirazione, rilascio della tensione dopo l’ultimo sforzo di apertura scapolare e poi immediatamente occhio al risultato. Il tutto accompagnato dallo sfrigolio frusciante della partenza della freccia e dalla fermezza dell’impatto del volo sul paglione del target. Una sequenza che si ripete più e più volte attivando energie mentali, fisiche ed emozionali dell’atleta, che come una ginnastica dell’intero organismo, potenzia le risorse vitali di chi pratica questo sport.

 Infatti secondo la Kinesiologia, una tecnica nata in America agli inizi degli anni sessanta per opera del Dr. Goodheart, un chiropratico d’eccezione il quale aveva scoperto che esiste una relazione tra i muscoli dell’organismo ed i meridiani energetici dell’agopuntura e cioè i canali in cui scorre l’energia vitale,TIRO CON L'ARCO MERIDIANI ENERGETICI E KINESIOLOGIA il movimento messo in atto per tirare con l’arco, attivando determinati muscoli, va a stimolare come una sorta di massaggio determinati meridiani energetici, con il risultato di scaricare tensioni emozionali, ansie, leggeri umori depressivi, rabbia. Continua a leggere

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