SCOLARIZZAZIONE, DIVERSITA’, SOSTEGNO E PSICO- KINESIOLOGIA INTEGRATIVA DELLO SVILUPPO

SCOLARIZZAZIONE, DIVERSITA’, SOSTEGNO E PSICO- KINESIOLOGIA INTEGRATIVA DELLO SVILUPPO

SCARICA L’ARTICOLO IN PDF POTENZIAMENTO DELL’APPRENDIMENTO CON LA PSICO-KINESIOLOGIA INTEGRATIVA DELLO SVILUPPO

 

CONSAPEVOLEZZA DELL'APPRENDIMENTO CON LA PSICO-KINESIOLOGIA
CONSAPEVOLEZZA DELL’APPRENDIMENTO CON LA PSICO-KINESIOLOGIA

G. ha 3 anni, è cresciuto mangiando biologico, con cure omeopatiche, kinesiologiche e osteopatiche, con genitori competenti che gli hanno sempre lasciato la scelta e dato spiegazioni ad ogni perché. Ha spiccate abilità motorie, a 2 anni e mezzo va già in bicicletta senza rotelle, anche se chiede al padre se, dopo, gli può mettere anche a lui le rotelle, come tutti i suoi  amichetti!

Dopo l’asilo nido vissuto serenamente, G. vive un inserimento  problematico alla scuola dell’infanzia. Le maestre impreparate a gestire 24 bambini di tre anni, urlano, impongono regole autoritarie, usano minacce paurose per un bambino piccolo che ascolta i grandi e dà senso alle loro parole, come G. è stato abituato a fare a casa. “Se piangi nessuno viene a prenderti e resti qui da solo fino a che non fa buio” oppure “Elisa ha mangiato tutto e la sua mamma è contenta, tu non hai mangiato niente e la tua mamma non sarà contenta di te”.

G. all’asilo comincia a non mangiare, non riesce ad andare al bagno, regredisce nel comportamento corporeo e all’asilo perde competenze acquisite già da tempo. G. comincia a essere etichettato come un bambino ipersensibile, troppo timido, diverso dagli altri, per certi versi problematico.

 S. ha 18 anni, frequenta l’ultimo anno di istituto tecnico. Ha il sostegno a scuola da quando ha 8 anni. Quest’anno sembra per lui il più difficile della sua faticosa carriera scolastica. La stessa ammissione agli esami di maturità è ora fortemente in dubbio. A Marzo S. ha l’insufficienza nel 70% delle materie. E S. sicuramente non accetterebbe mai di ripeterebbe l’anno per conseguire un diploma che per lui rappresenta solo un pesante dovere.

S. da piccolo era un bambino vivace, intelligente e pieno di energia poi ha avuto un blocco cognitivo che è diventato più evidente man mano che è cominciata l’alfabetizzazione. Ma ancora prima S. ha avuto problemi anche ad un asilo nido montessoriano, perché ad un anno e mezzo, cosa che la mamma di S. ha saputo solo vari anni dopo, quando era troppo vivace, S. veniva chiuso in uno stanzino buio da solo anche per ore. E in seguito S. ha vissuto la sua vivacità come un essere sbagliato, cattivo e da punire. Le autorità scolastiche erano da temere, non rappresentavano né una risorsa né una possibilità di accesso ad un mondo sociale, culturale ed adulto.

 E. ha 12 anni, ha il sostegno scolastico. Ha problemi di discalculia, dislessia, ha un programma differenziato. Ma il suo problema è che E. si arrabbia tantissimo quando non riesce a fare i compiti, quando si sente diversa dagli altri, quando tocca con mano i suoi limiti.

A volte i bambini possono essere diversi dai modelli che gli adulti hanno pensato per loro, possono essere troppo o troppo poco, per standard rigidi che non permettono l’ampia espressione di se stessi. E i bambini soffrono davvero molto, fino a rinnegare alcune parti di sé per arrivare ad adeguarsi a dei modelli che non sono necessariamente giusti o i migliori..

In tutti i tre casi accennati, la Kinesiologia Integrativa dello Sviluppo© è riuscita a dare un contributo significativamente positivo, sia nella consapevolezza dell’apprendimento e nell’acquisizione, in modo nuovo e calibrato sull’esigenza della persona, di competenze specifiche scolastiche, sia inquadrando correttamente e trasformando forti emozioni negative rimaste ancorate alla percezione di una ingiustizia subita o di qualcosa di non compreso che rimane insoluto e cristallizzato nel tempo. 

Forti emozioni restano legate alle attività specifiche che si stavano compiendo quando queste si sono attivate. S, a 18 anni ancora ha difficoltà a leggere perché ogni volta rievoca emozionalmente tutto il senso di impotenza, vergogna e ingiustizia che ha provato quando ha cominciato a leggere a 7 anni. E solo quando sono state rielaborate e pacificate queste emozioni all’interno di sé, che S. comincia a fare notevoli pregressi esteriori nella lettura ad alta voce.

 La  Kinesiologia Integrativa dello Sviluppo© lavora infatti a vari livelli, a livello psicologico, nell’integrare e sboccare gli stadi di sviluppo non completamente risolti, nel riequilibrare a livello corporeo, energetico e fisiologico stati di ansia e forti emozioni, nel promuovere migliori opzioni neuronali e scoprire nuovi percorsi e nuove strategie per l’apprendimento in una dimensione di accoglienza e scelta in cui l’essenza di ogni persona è rispettata, al di là dell’età e delle dinamiche di gerarchie relazionali.

 Così G. insieme ai suoi genitori, viene seguito kinesiologicamente e le sue regressioni comportamentali vengono contenute e disinnescate. La mamma di G. decide di diventare rappresentante di classe e avere così un colloquio costante con le insegnanti, traducendo spesso le esigenze  del figlio, che ad esempio le chiede di dire alle maestre che lui vuole piangere come può fare a casa quando è triste o arrabbiato, e a poco a poco le insegnanti si aprono a piccoli cambiamenti e a riflessioni, e iniziano a considerare la ricchezza e la sensibilità di G. come una risorsa per l‘intera classe.

 S. decide di essere costante nelle sedute di kinesiologia e di provare a recuperare tutte le insufficienze per essere ammesso all’esame di maturità. Il suo impegno, inquadrato in un ottica diversa, in cui le sue risorse sono riconosciute e valorizzate e le sue intenzioni capite e sostenute, dà molti frutti, fino a rimettere in gioco tutta l’autoimmagine che S. ha di se stesso.

Un giorno S. dice che ad un compito è stato l’unico di tutta la classe ad aver preso la sufficienza, evento che mette in discussione la sua idea che, in ogni caso, lui non è capace e che, quando va bene in qualche materia,  è perché è stato aiutato dall’insegnante di sostegno.

Un passaggio molto difficile, il rimettere in gioco speranze e aspettative abbandonate da tanto tempo sia per lui che per la madre che lo sostiene da sempre. Ma anche un passaggio che da buoni frutti, perché S. è ammesso alla fine a sostenere  l’esame di maturità.

E allora il rilancio è totale. S. decide di portare per l’esame una tesina sull’infanzia come base fondamentale per la sicurezza dell’età adulta, e andare fino in fondo ad analizzare ed ad accettare l’incidente di percorso avvenuto nella sua infanzia e riscrivere un suo percorso, andando anche a studiare e ad inserire nella tesina la storia di Maria Montessori e le sue idee innovative e di valorizzazione per l’infanzia in ambito psicopedagogico. Capendo anche le intenzioni positive dei suoi genitori, che con tanti sacrifici economici avevano scelto di mandarlo proprio a quell’asilo privato per offrirgli il meglio, e accettando il fatto che anche le migliori teorie possono essere invalidate e ribaltate da persone incompetenti proprio come era successo nel suo caso.

Alla fine S. supera l’esame con quasi 10 punti più del voto minimo e torna a casa con i complimenti dell’intera Commissione d’Esame, per l’originalità della tesina e per il surplus soggettivo da lui portato.

 E. sta ancora in fase iniziale del suo percorso terapeutico, ma sicuramente ha già iniziato un cambiamento significativo nella percezione di sé e nell’accettare le sue emozioni più distruttive. E’ meno centrata solo su se stessa e si sta aprendo ai vari punti di vista esistenti riguardo al suo comportamento e alla sua situazione scolastica. Un suo desiderio regressivo( di tornare nella pancia della madre) ha già lasciato il posto al comportamento di cercare di assumersi la responsabilità dei propri compiti e un forte giudizio su di se e un’aspettativa spropositata sulle proprie prestazioni è già stata sostituita da un inizio di accettazione dei propri limiti.

Quindi attraverso la Kinesiologia Integrativa dello Sviluppo© sono state sboccate aree regressive e ridimensionale aspettative irreali appartenenti a successivi stadi di sviluppo non ancora raggiunti dalla ragazza.

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