RICERCA: PRESTAZIONI SPORTIVE E REGOLAZIONE EMOZIONALE

Università degli Studi di Roma “La Sapienza

 Facoltà di Psicologia 2     

 Corso di Laurea Specialistica

Psicologia del Benessere nel Corso di Vita

 TESI DI LAUREA

 Ricerca-intervento sulla regolazione emozionale e le prestazioni sportive in atleti di Tiro con l’Arco

  di  Alessandra Marino

           

INTRODUZIONE

 Il presente lavoro ha come scopo indagare la regolazione emozionale e le prestazioni sportive in atleti di Tiro con l’Arco, in relazione ad alcuni interventi effettuati con il metodo di Kinesiologia Emozionale “Three in One Concepts – One Brain System” ( Gordon Stokes & Daniel Whiteside, 1984), il cui obiettivo è sciogliere stati di stress e potenziare le prestazioni,  la propria autoefficacia  e la propria autoimmagine, al fine di incrementare la consapevolezza di Sé tramite l’integrazione fisica, mentale ed emozionale.

E’ parso interessante collocare questa ricerca-intervento nell’ambito della disciplina del Tiro con l’Arco proprio per il tipo di abilità fisiche, mentali e soprattutto emozionali che questi tipo di sport richiede. In base alla classificazione fisiologico – biomeccanica proposta dal Prof. A. Dal Monte nel 1983, il tiro con l’arco è stato classificato come una attività sportiva di destrezza con un impegno muscolare di media entità a scopo posturale e direzionale. Oltre a questi requisiti fisici, requisiti altrettanto importanti sono costituiti dalla concentrazione mentale, dalla focalizzazione sull’obiettivo, dal controllo e dalla consapevolezza posturale, dal controllo della respirazione, e soprattutto da una autoefficace regolazione delle emozioni negative quando la freccia non raggiunge l’obiettivo aspettato. Inoltre molti autori, (Herrigel 1981) oltre che molti atleti della disciplina, considerano il tiro con l’arco uno sport che può rappresentare una metafora della vita in tutti “gli alti e i bassi” dei tentativi di raggiungere un “centro” auspicato. Inoltre la dimensione individuale di questo sport, che richiede una ripetitività e una fluidità del gesto atletico quasi assolute per raggiungere standard di punteggio alti, è parsa idonea a mostrare l’eventuale rapporto esistente tra  regolazione emozionale e prestazione sportiva.

Infine, nonostante siano state fatte alcune ricerche su gli aspetti fisiologici del tiro dell’arco (Amodio e Gallozzi 1992) e sulla preparazione mentale e il training mentale al tiro e che tutti siano concordi nell’attribuire una grande importanza all’aspetto psicologico in questo sport, non risulta che siano state fatte finora ricerche sulla regolazione emozionale e il tiro con l’arco e quindi, pur con la consapevolezza di stare muovendo solo i primi passi, è parso  interessante almeno avvicinarsi a questa indagine.

 Obiettivi e Ipotesi

 Considerando che il riconoscimento delle emozioni e la regolazione emozionale, intesa come espressione e gestione dell’affettività, può essere correlata alla prestazione sportiva, si vuole indagare se un interevento kinesiologico del metodo “Three in One Concepts – One Brain System” (Gordon Stokes & Daniel Whiteside, 1984)  che lavora integrando l’aspetto fisico con il mentale (cognitivo) e l’emozionale e che si pone anche come tecnica educazionale nella consapevolezza delle emozioni, svolgendo in parte una funzione meta-conitiva e meta-emozionale, possa avere un’influenza significativa su un gruppo sperimentale di atleti sottoposti al training educativo rispetto ad un gruppo di atleti di controllo che non beneficia di alcun intervento. 

In questa ottica, i cambiamenti, potrebbero avvenire a vari livelli ed essere eventualmente riconosciuti in nessuna, in una, in più d’una delle aree prese in considerazione: dal punteggio di gara, oppure in una o più dimensioni esplorate dai test.

L’obiettivo della ricerca è quindi quello di misurare

 

  1. i livelli di alessitimia,
  2. i livelli dell’autoefficacia emozionale nella gestione delle emozioni negative;
  3. i livelli dell’autoefficacia emozionale nell’espressione delle emozioni positive,
  4. il livello di flusso e dell’esperienza ottimale,
  5.  le prestazioni sportive e i punteggi di gara raggiunti,

 

 prima e dopo un intervento di Kinesiologia Emozionale con il metodo “Three in One Concepts – One Brain System” (Gordon Stokes & Daniel Whiteside, 1984).

 L’intervento di Kinesiologia Emozionale è stato erogato dalla scrivente, in quanto già Consulente Facilitatore e Istruttore del metodo Three in One Concepts-One Brain System e riconosciuta  nell’Albo Professionale dell’Associazione dei Kinesiologi  come Consulente allo Sviluppo Personale.

 I Partecipanti

 Sono stati creati due gruppi di partecipanti:  uno sperimentale e uno di controllo.

Ogni gruppo è costituito da 10 partecipanti.

 1.1 GRUPPO SPERIMENTALE

Numero totale 10. Totale Maschi 7. Totale Femmine 3. Range di età: da 26 a 60

 1.2     GRUPPO DI CONTROLLO

Numero totale 10. Totale Maschi 7 Totale Femmine 3. Range di età: da 34 a 59

  Tutti i partecipanti, al di là della scelta volontaria di partecipare alla ricerca come campione di controllo o sperimentale, sono atleti che praticano il Tiro con l’Arco a livello agonistico, che hanno almeno due anni di pratica alle spalle, che praticano, hanno praticato o sono in procinto di praticare (in questa stessa stagione) gare organizzate a livello regionale e nazionale dalla FITARCO (Federazione Italiana Tiro con l’Arco) per le qualificazione ai campionati italiani. Il campione è composto sia da femmine che da maschi con una percentuale del 70% di questi ultimi. Tutti i partecipanti sono residenti a Roma o in aree limitrofe.  Il 70% delle persone svolga un’attività lavorativa a tempo pieno, il restante 30% è composto da disoccupate e  pensionati. Il livello di istruzione varia dalla licenza media alla specializzazione post-laurea, la quasi totalità del campione proviene da un  livello socio-culturale  medio e medio-alto e tutti i partecipanti appartengono ad una fascia d’età compresa tra i 26 e i 60 anni.

I partecipanti sono stati scelti per adesione diretta, dopo la presentazione presso la sezione sportiva del progetto di ricerca, che  specificava che si trattava di una ricerca-intervento sul potenziamento delle prestazioni sportive.

 Strumenti di indagine:

 ·        il test di valutazione dell’alessitimia, è stato ripreso dal testo di R. Baiocco, A. M. Giannini, F. Laghi (2005)  SAR – Scala Alessitimia Romana – Valutazione delle capacità di riconoscere, esprimere e verbalizzare le emozioni.. La SAR è composta da 27 item a cui l’intervistato deve rispondere su una scala Likert di tipo temporale che va da “Mai” a “Sempre”.

Il costrutto è articolato in cinque fattori fondamentali:

F1: Espressione somatica delle emozioni (ESE)

F2: Difficoltà a identificare le proprie emozioni (DIE)

F3: Difficoltà a comunicare ad altri le proprie emozioni (DCE)

F4: Pensiero orientato esternamente (POE)

F5: Difficoltà ad essere empatici (EMP)

Il tratto evidenziato dovrebbe rimanere relativamente stabile nel tempo, ma sono possibili variazioni del punteggio dovute a maturazione, apprendimento, eventi di vita particolarmente rilevanti o stressanti.

La SAR è destinata a persone dai 15 anni in su. Il punteggio totale, che definisce l’indice generale di alessitimia, si ottiene sommando il punteggio ottenuto dall’intervistato per ogni singolo fattore. Successivamente i punteggi grezzi possono essere convertiti in punti standard (sten) da 1 a 10, attraverso l’uso di tabelle normative.

Un punteggio elevato (da 8 punti sten in su)  alla SAR rispecchia un individuo che è tendente all’alessitimia, e quindi ha maggiori difficoltà a identificare i propri sentimenti e a comunicarli ad altri, è poco empatico e presenta un pensiero orientato esternamente. Invece con punteggi bassi ( uguali o inferiori a 4 punti sten ) si delineerà il profilo di una persona che non ha problemi nell’identificare, simbolizzare e verbalizzare le emozioni, equilibrato, capace di mettersi in discussione ed empatico.

  • ·        Scale di Autoefficacia Percepita, (Caprara G.V. a cura di, 2001), che ispirandosi alla scale originariamente progettate e collaudate da Bandura, in modo originale permettono di misurare diversi aspetti dell’autoefficacia e dell’efficacia collettiva percepita, appropriate per diversi contesti e diverse fasce evolutive. Ai fini della nostra ricerca  sono state selezionate due scale, e cioè, 
  1. 1.      Scala di Autoefficacia Percepita nella Gestione delle Emozioni Negative versione per adulti (APEN / A), che misura le convinzioni relative alle proprie capacità di regolare adeguatamente le emozioni negative. La versione definitiva è costituita da 8 item, per ciascun item, relativi a differenti situazioni in cui le persone sperimentano ansia, disagio, insofferenza, rabbia e irritazione, i soggetti valutano il gradi in cui ritengono di essere capaci di regolare le emozioni negative.
  2. 2.      Scala di Autoefficacia Percepita nell’Espressione delle Emozioni Positive versione per adulti (APEP /A), che misura le convinzioni relative alle proprie capacità di saper esprimere le emozioni positive. La versione definitiva è composta da 7 item, riguardanti varie situazioni in cui le persone sperimentano entusiasmo, gioia e soddisfazione, per ciascun item, i soggetti valutano il gradi in cui ritengono di essere capaci di esprimere le loro emozioni positive
  • ·        Flow State Scale, (FSS) versione in lingua italiana (Muzio, Nitro & Crosta 1998; da Jackson & Marsh 1996, modificata), strumento di indagine del flow applicato in ambito sportivo in quanto parametro predisponente la “peak performance”. La Flow State Scale è stata costruita (Jackson & March 1996) e applicata all’ambito sportivo (Jackson & Csikszentmihaliy 1998). La FSS è composta di 36 item, suddivisi in 9 sub-scale (4 item a scala) che rappresentano le nove dimensioni del flow individuate da Jackson. Queste sono:

D1: Equilibrio tra sfida e abilità (chanllenge-skill balance)

D 2: Unione tra azione e coscienza (action-awareness merging)

D 3: Mete chiare (clear goals)

D 4: Feedback immediato (unambiguous feedback)

D 5: Concentrazione sul compito (concentration on task at hand)

D 6: Senso di controllo (paradox of control)

   D 7: Perdita della autoconsapevolezza (loss of self-consciousness)

D 8: Destrutturazione del tempo (transformation of time)

D 9: Esperienza autotelica (autotelic experience)

All’atleta viene richiesto di rievocare un episodio recente di resa ottimale valutando le singole affermazioni proposte, mediante una scale di valutazione a 5 punti.

 ·        Un breve questionario atletico relativo agli anni di pratica sportiva, il tipo di categoria sportiva di appartenenza, l’elenco dei titoli conseguiti, il record personale ai 18 metri, la media personale anche in allenamento, l’ultimo punteggio raggiunto in gara.

 Strumento di intervento

 Ai partecipanti del gruppo sperimentale l’intervento di Kinesiologia Emozionale secondo il metodo “Three in One Concepts – One Brain System”, è stato erogato seguendo il programma standard della seduta classica: facendo definire al singolo atleta liberamente la tematica su cui vuole lavorare, in seguito alla sollecitazione della consulente che chiede, in vista di una migliore prestazione nel tiro con l’arco, quali sono le aree reputate critiche nella propria attività sportiva, quali aree potrebbero essere potenziate, e eventualmente come, e nel caso la persona riesca a focalizzare ed esprimere la qualità o la risorsa capace di portare un cambiamento positivo, la consulente chiede cosa impedisce la messa in pratica della risorsa delineata.

Si definisce così verbalmente la tematica su cui lavorare, aiutando il soggetto a definire esattamente il blocco che riscontra in tempo presente rispetto alla tematica. Prima di passare alla parte pratica del test, si chiede alla persona come si sentirebbe se non avesse più il problema che ha appena definito riguardo a se stesso, per cominciare a familiarizzare la persona a pensare senza più la limitazione condizionante.

Di seguito viene riportata  la procedura della seduta standard.

La seduta si svolge tramite le indicazioni del test muscolare. Solitamente viene testato in estensione e in contrazione il deltoide anteriore. Per prima cosa si effettuano i controlli di base per verificare che i muscoli non siano in blocco, che la persona non sia in stato di disidratazione, (uno dei primi sintomi dello stato di stress dell’organismo), o che non sia in stress per il tocco fisico che sta sperimentando. Nel caso sia necessario, si effettuano le correzioni predisposte.

Successivamente si chiedono i “permessi” e cioè di poter lavorare insieme, di poter lavorare senza soffrire e con la disponibilità a beneficiare della seduta a tutti e tre i livelli  di consapevolezza, e cioè il livello conscio, subconscio e corpo. Se è necessario si fanno delle idonee correzioni.

A questo punto si testa la carica di stress e di motivazione positiva al cambiamento del soggetto e si procede a verificare l’emozione della tematica testando una delle definizioni emozionali di uno strumento chiamato il “Barometro Comportamentale”, una mappa emozionale composta da tre livelli (conscio, subconscio, corpo) e 64 tipi di blocchi emozionali possibili, tutti con un loro corrispondente stato di mente positivo.

(Ad esempio una persona può sentirsi a livello CORPO Pessimista nell’INDIFFERENZA mentre vorrebbe essere In sintonia nella SINTONIA, e di conseguenza sentirsi a livello SUBCONSCIO Intrappolato nell’OSTILITA’, mentre vorrebbe essere Divertito nell’ENTUSIASMO  e quindi sentirsi a livello CONSCIO Attaccato nell’ANTAGONISMO, mentre vorrebbe essere Nella Scelta nell’ACCETTAZIONE).

Una volta discussa questa mappa emozionale e riequilibrata la persona con l’esercizio più adatto, si individua attraverso il test muscolare quando è stata l’età di causa di questo circuito emozionale non funzionale. Solitamente sono età precoci, entro i sei/sette anni di vita e spesso l’età segnalata riporta alla memoria della persona un episodio di forte impatto emozionale. Anche quando ciò non avviene, i segnali di stress del corpo indicano che la memoria è stata comunque attivata, e le risposte del muscolo sono attinenti a quella situazione di origine dello stress. A questo punto si testa quale correzione può riportare la persona al suo equilibrio e si fa eseguire l’esercizio, che può essere di visualizzazione, psicomotorio, di stimolazione muscolare, di riequilibrio dell’energia dei meridiani od altro. Infine una volta controllato che lo stress sia stato rilasciato completamente, e che l’organismo sia tornato ad uno stato di equilibrio, si testa se lo stress è al lo 0% e la Motivazione positiva al cambiamento al 100%. Con questo dato, si chiede alla persona di fare una nuova scelta positiva sulla tematica, ad esempio “Posso e voglio essere ottimista” e di associargli una frase di dialogo interiore, ad esempio “Smetti di darti per vinto” e un  gesto o un comportamento quotidiano, da ancorare alla scelta fatta, ad esempio “Bevo un bicchiere d’acqua”, di modo che ogni volta che la persona berrà un bicchiere di acqua, riattiverà la scelta di essere ottimista e di smettere di darsi per vinto. A questo punto si conclude la seduta verificando che nulla sia rimasto in sospeso.

 I Risultati

 Al fine di verificare eventuali cambiamenti prima o dopo l’intervento del metodo di Kinesiologia Emozionale “Three in One Concepts – One Brain System” nei gruppi di riferimento, avendo posto nelle ipotesi che, se era possibile ottenere un cambiamento, questo sarebbe potuto avvenire: o nei punteggi di gara, o/e in ognuno delle varie dimensioni dei  tre strumenti usati per la valutazione, e dato il numero non eccessivo dei partecipanti, sono state elaborate delle tabelle generali dei risultati di tutti i parametri esplorati sia a T1 che a T2 sia del gruppo sperimentale che nel gruppo di controllo. Eventuali cambiamenti riscontrati sono stati evidenziati in neretto. Per la Scala del Flow, essendo le somministrazioni di T1 e T2 facenti riferimento a situazioni di prestazioni sportive diverse e quindi non direttamente comparabili, (le consegne di compilazione esplicitavano di rispondere facendo riferimento all’ultima gara fatta) si è deciso di non evidenziare i cambiamenti di nessuna delle dimensioni interne; ma di evidenziare solo il punteggio totale qualora ci fosse una differenza in positivo di almeno 8 punti tra T1 e T2. Infine, per quanto riguarda il punteggio sportivo, si è scelto di riportare in tabella solo i record personali a 18 metri a T1 e T2 e evidenziarne gli eventuali cambiamenti.

E’ emerso che, durante il periodo della ricerca-intervento:

  1. 1.      5 atleti del gruppo sperimentale hanno migliorato il loro record personale, rispetto al gruppo di controllo dove solo un atleta ha superato il proprio record.
  2. 2.      Rispetto alla variabile autoefficacia percepita nella gestione delle emozioni negative  (Scala APEN/A), nel gruppo sperimentale si sono riscontrati ben 5 atleti che hanno avuto miglioramenti in questa area, mentre nel gruppo di controllo questo è avvenuto ad un solo atleta.
  3. 3.      Rispetto alla variabile autoefficacia percepita nell’espressione delle emozioni positive  (Scala APEP/A), nel gruppo sperimentale si sono riscontrati ben 4 atleti che hanno avuto miglioramenti in questa area, mentre nel gruppo di controllo questo non è avvenuto a nessun atleta.
  4. 4.      Rispetto allo stato di flow, 6 atleti del gruppo sperimentale hanno registrato miglioramenti di esperienza di flusso rispetto a 3 atleti del gruppo di controllo.
  5. 5.      Rispetto ai risultati dei fattori specifici e del punteggio totale della SAR, possiamo osservare  vari e numerosi cambiamenti avvenuti sia nel gruppo sperimentale, in numero leggermente superiore ma non rilevante, che in quello di controllo

Quindi a livello quantitativo, l’intervento sembra aver avuto effetto specialmente rispetto la variabile autoefficacia, punteggio sportivo e stato di flusso, ma data la materia parzialmente inesplorata di questa ricerca, si è voluto approfondire  ulteriormente la lettura dei risultati attraverso una valutazione del  livello qualitativo dei risultati ottenuti. Quindi è parso opportuno, anche per non perdere la ricchezza del vissuto del percorso inerente all’intervento effettuato, operare nell’esposizione dei risultati attraverso l’abbozzo di un singolo profilo per ogni atleta.

 

Sintesi dei risultati e commenti conclusivi

 Sostanzialmente maggiori differenza tra i due gruppi, sperimentale e di controllo si sono riscontrati:

  1. Nei risultati sportivi: 5 atleti (su 10) del gruppo sperimentale ha migliorato il proprio record personale, rispetto a 1 atleta (su 10) del gruppo di controllo;
  2. Nella Scala di Autoefficacia percepita nella gestione delle emozioni negative (Scala APEN/A): 5 atleti (su 10) del gruppo sperimentale ha incrementato il proprio punteggio di autoefficacia emozionale, rispetto a 1 atleta (su 10) del gruppo di controllo
  3. Nella Scala di Autoefficacia percepita nell’espressione di quelle positive (Scala APEP/A):  4 atleti (su 10) nel gruppo sperimentale hanno avuto miglioramenti in questa area, mentre nel gruppo di controllo questo non è avvenuto a nessun atleta.
  4. Nella Flow State Scale: 6 atleti (su 10) del gruppo sperimentale ha incrementato in modo rilevante  il proprio punteggio di stato di flusso nell’esperienza sportiva, rispetto a 3 atleti (su 10) del gruppo di controllo

Rispetto invece ai punteggi della SAR invece, sono stati riscontrati cambiamenti in entrambi i gruppi, anche se in maniera maggiore, ma non rilevante, nel gruppo sperimentale, che comunque hanno acquistato un importante significato qualitativo nell’ambito dell’approfondimento dei singoli profili.

Si ritiene che questi cambiamenti possano maturare ancora ulteriormente nel corso del tempo, dopo la totale integrazione e rielaborazione personale dell’esperienza fatta. A tal proposito ci si propone di verificare a fine stagione indoor, il ranking delle classifiche degli atleti dei due gruppi per osservare, se, anche per gli atleti del gruppo sperimentale che non hanno ad oggi superato il proprio record personale, ci sarà un ulteriore incremento di punteggio, come desiderato e programmato nelle scelte positive da loro fatte. 

Per il futuro sarebbe infine auspicabile continuare questa ricerca applicando l’intervento a più riprese nel corso del tempo, valutando i risultati di una intera stagione agonistica per i due gruppi di atleti, con eventuali interventi a cadenza bimestrale per un periodo almeno di otto o dieci mesi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *